Appunti brevissimi contro la supremazia del verbo sull'organismo

Il linguaggio è senza dubbio lo strumento principale in nostro possesso per la condivisione della conoscenza e delle idee. Il potere di creazione e di definizione della realtà è stato da subito una caratteristica magica del linguaggio, del Verbo, percepita e descritta dall'uomo fino dal suo primo balbettare.
A noi tocca vivere un tempo in cui la quasi unica conoscenza che l'uomo può farsi del mondo è attraverso l'abitudine al linguaggio, sotto forma di racconto orale, scrittura o peggio ancora di quella particolarmente vile forma di comunicazione unidirezionale che è la radio-televisione.
Viviamo un'epoca in cui la supremazia del linguaggio sull'esperienza e sulle altre forme di comunicazione è fastidiosamente schiacciante e inevitabilmente castrante.
Questo perchè, concedendo il monopolio della comunicazione al linguaggio, e alle sue varianti, abbiamo disimparato che la conoscenza e la condivisione dell'esperienza possono avvenire anche in altri modi, e spesso in maniera molto più efficace e completa.
"Chi parla per il talamo, le ghiandole, le cellule dell'organismo? Chi vede l'organismo?
Lo copriamo di abiti per nascondere la sua animalità. Non ci saremo liberati della schiavitù finchè la gente non avrà buttato i propri abiti nell'armadio in primavera e non li tiri fuori di nuovo fino all'inverno.
Non saremo esseri umani alla maniera in cui le scimmie sono scimmie e i cani cani, finchè non scoperemo dove e quando vogliamo, come ogni altro mammifero.
Scopare nelle strade non è solo una tattica per sconvolgere le menti: è riappriopriarsi dei nostri corpi. Senza questo, rimarremo ancora robot in possesso della saggezza, della retta via, ma non della comprensione della curva organica."
(da: L'occhio della piramide, Shea-Wilson, Shake edizioni)


Ahem..
non che le bestie scopino proprio sempre e ovunque..o i rituali di accoppiamento sono anch'essi frutto dell'imperialismo americano?
Anche tra le scimmie, sono poche quelle che scopano in assoluta libertà: il più delle volte c'è un maschio dominante che mena tutti gli altri, e gli altri maschietti devono imboscarsi con le femmine che consenzienti fanno l'amore silenziosamente.
Sinceramente non mi sentirei tanto meglio di ora se dovessi farmi menare da un maschio dominante.
Quindi gli animali non sono liberi? Oddio, Animal Liberation: liberiamo gli animali da loro stessi!
Inviato da Charles Darwin — 26 Mar 2007, 13:03
ciao charles,
prima di tutto nessuno ha mai fatto alcun riferimento all'imperialismo_americano(tm), mi chiedo come ti sia venuto in mente, ma ognuno ha i propri di demoni, noi lo sappiamo bene visto che ne abbiamo orde che popolano la nostra esistenza.
> non che le bestie scopino proprio sempre e ovunque...
nessuno ha detto che le bestie scopino "sempre e ovunque", piuttosto si è parlato della loro capacità di farlo quando e dove vogliono (sul concetto di volontà torneremo più in avanti)
> Sinceramente non mi sentirei tanto meglio di ora se dovessi farmi menare da un maschio dominante.
svegliati!
questo succede già ogni giorno.
solo che i segni, in questo caso, non sono echimosi sul tuo corpo, ma continue menomazioni nel tuo spirito.
> quindi gli animali non sono liberi?
a mio parere lo sono molto più di noi,
che di libertà parliamo spesso, scriviamo pagine e pagine, romanzi e poesia, ma che non sappiamo (o vogliamo) praticare.
Inviato da george — 26 Mar 2007, 14:01
caro Charles,
come forse sai le tue posizioni esposte nell'origine delle specie sono state riviste e corrette più e più volte nel corso degli anni. Per un piccolo compendio su come sono andate le cose ti condsiglio "quando il lupo vivrà con l'agnello" della Despret (ed. eleuthera). Il testo, un illuminante saggio di epistemologia etologica in salsa di critica libertaria, ripercorre le teorie primatologiche a partire dai tuo scritti, mettendo in luce come ogni oservatore abbia filtrato la sua conoscenza dei grandi primati attraverso le weltanschaung del suo tempo e della sua società. Quindi:
- tu: Scimmia "vittoriana" gelosa e "virtuosa", che difende il territorio e combatte contro gli invasori.
- anni '30, USA: scimmie aggressive e sempre in lizza per difendere l'harem.
- anni '60: primatologhe femministe (Jane Goodal, Shirley Stroom, etc) che vedono le società delle scimmie "ribaltate", nelle quali silenziose e sagge femmine gestiscono i conflitti in modo non appariscente, lasciando sfogare maschi carichi di testosterone.
- anni'70: i ricercatori gay scoprono che gli scimpanzè sono omosessuali o almeno bisessuali.
- anni '80: con il riflusso torna l'idea della scimmia gelosa, ma riveduta e corretta in termini di teoria dei giochi e agire razionale rispetto allo scopo.
in realtà il testo va ben oltre, maquesto per adesso può bastare.
e, ultima cosa, a proposito di maschi dominanti nelle società umane, consiglio di dare un'occhiata al film jarehead, che in quanto a ormoni e dominazioni ha un bel pò di cose da dire (nessun maschietto cresciuto in occidente ne è libero: ce lo portiamo tutti dentro)
ciao
org
Inviato da orgone — 26 Mar 2007, 17:18