Mindfucking: riconoscere gli elementi del controllo mentale
Le questioni relative al controllo mentale sono piuttosto complesse e riguardano ogni aspetto della nostra vita e non sempre si configurano necessariamente in un processo ostile. Avremo modo di approfondire l'argomento in seguito. Per ora ci limitiamo a ripubblicare un interessante documento che permette di identificare alcuni degli aspetti più insidiosi dei processi di condizionamento presenti in qualsiasi gruppo, partito, reigione o altro sistema di credenze non autonomo e libero.
Definizioni preliminari
- Gruppo: intendiamo col termine qualsiasi
movimento religioso e non, organizzazione,
associazione, sistema di relazioni o di vendita
organizzate, etc.
Leader: in senso stretto indica la figura centrale, la figura-guida di solito carismatica di un gruppo; in senso lato indica qualunque membro che abbia un ruolo di guida rispetto ad altri membri, i quali a loro volta possono rivestire tale ruolo rispetto ad altri secondo una struttura piramidale ramificata e gerarchica di questi tipo:
I
/ \
/ \ / \
/\ /\/\ /\dove I è la figura centrale alla quale fanno riferimento due o più figure di secondo livello, a ciascuna delle quali fanno riferimento altre figure di livello ancora inferiore etc.
Dottrina: in generale (e non solo in senso religioso) indica quel corpo più o meno vasto di idee, scopi, visioni del mondo e dell'uomo che costituiscono la struttura cognitiva del gruppo.
Sezione I - Domande introduttive
(N.B. : le domande 5, 6, 7, 10, 15 sono
evidentemente destinate a chi è già membro del gruppo
esaminato)
1. Le informazioni sul gruppo di cui disponi provengono
esclusivamente dal gruppo stesso?
<> Si <> No
2. Conosci esattamente la storia, la formazione culturale
e le azioni del leader?
<> Si <> No
3. Senti qualche tipo di pressione ad accettare
incondizionatamente il gruppo, il leader
o le sue idee?
<> Si <> No
4. Fare domande su aspetti non chiari del gruppo, del
leader o della dottrina ti crea
qualche disagio?
<> Si <> No
5. Hai mai contattato ex appartenenti al gruppo per
sapere direttamente da loro i motivi del loro abbandono o
altre informazioni sul gruppo?
<> Si <> No
6. Se hai risposto Si alla domanda precedente
e hai effettivamente parlato con ex membri, in seguito:
- <> a) Sei stato contattato da membri che ti
hanno chiesto di riferir loro quanto hai appreso.
<> b) Non è cambiato nulla.
<> c) Sei stato oggetto di una quantità insolita di visite e/o telefonate da parte di membri.
7. Se hai risposto No alla domanda 5: non
hai parlato con ex membri perché:
- <> a) Non ne esistono o comunque non hai
oggettivamente la possibilità di entrare in
contatto con loro.
<> b) Temi di non riuscire a discernere la veridicità di quanto essi affermano.
<> c) Temi che quanto verresti a sapere potrebbe minare la tua adesione al gruppo.
<> d) Temi di incorrere in punizioni o giudizi negativi da parte del gruppo.
8. È richiesta obbedienza assoluta o sottomissione?
<> Si <> No
9. Il leader ha precedenti penali?
<> Si <> No
10. Se è accaduto che il leader sia stato accusato di
reati o cattiva condotta, sia pur in assenza di prove,
tu:
- <> a) Hai appreso dal gruppo che si
trattava di semplici calunnie e non hai indagato
oltre.
<> b) Hai cercato di identificare la fonte di tali accuse e di saggiarne l'affidabilità in modo autonomo.
11. Il leader evidenzia un tenore di vita lussuoso,
possiede grosse auto e residenze, e nello stesso tempo
predica la virtù della rinuncia ai beni terreni?
<> Si <> No
12. Avverti qualsiasi tipo di pressioni a proposito del
portare nuovi adepti al gruppo?
<> Si <> No
13. Il gruppo ritiene che l'uso di tecniche psicologiche
e persuasive allo scopo di trovare nuovi adepti sia:
- <> a) Da evitarsi.
<> b) Legittimo se è per il bene del possibile nuovo adepto.
<> c) Sempre legittimo.
14. Ci sono insegnamenti, pubblicazioni o forme di
riunione distinti tra per tutti e solo
per membri?
<> Si <> No
15. Se non l'hai già fatto, chiedi al responsabile della
contabilità di prendere visione dei documenti che
illustrano l'utilizzo dei fondi del gruppo. Come si è
svolta la cosa?
- <> a) Non ha senso chiedere di vedere i
bilanci perché un buon membro dovrebbe avere
piena fiducia nell'organizzazione.
<> b) Ho potuto vedere i documenti richiesti, ma mi è stato fatto notare che la mia lealtà/fede/fiducia sono deboli.
<> c) Non ho dovuto chiedere perché i bilanci sono pubblicati in spazi pubblici.
<> d) A richiesta mi sono stati mostrati tutti i documenti senza resistenze o recriminazioni.
<> e) Nonostante la richiesta, non sono riuscito a prendere visione di tutti i documenti contabili.
16. Nel caso si verifichino gravi errori, o abusi, o
ingiustizie all'interno del gruppo, esiste qualche tipo
di Comitato etico o comunque una struttura
indipendente che possa intervenire sanzionando o
correggendo?
<> Si <> No
17. La struttura della leadership è di tipo
piramidale-ramificato gerarchico (vedi definizione di
leader):
<> Si <> No
Sezione II - Controllo del
comportamento
1. In tutti o in alcuni dei seguenti aspetti
del comportamento l'essere membro è del tutto vincolato
al rispetto di prescrizioni da parte del gruppo o di un
componente della leadership.
- <> Dove e come vivere, con chi vivere, chi
frequentare.
<> Come vestirsi, pettinarsi, etc.
<> Quanto, cosa mangiare o evitare di mangiare.
<> Il tempo da destinare al sonno.
<> Il tempo da destinare al divertimento, alle vacanze, ad attività libere e personali.
<> 2. È richiesto un consistente impegno di
tempo per incontri dove vengono esposte le dottrine del
gruppo o si tengono rituali collettivi.
<> 3. Nel caso un membro debba prendere importanti
decisioni personali, deve chiedere il consenso a qualche
rappresentante del gruppo.
<> 4. È richiesto il riferire sentimenti,
attività, pensieri ai superiori.
<> 5. Esistono ricompense e punizioni per i membri
a seconda che si conformino o meno ai comportamenti
ritenuti corretti.
<> 6. Nelle idee o dottrine del gruppo viene
fortemente scoraggiato l'individualismo a favore di
agire, pensare e sentire collettivi.
<> 7. Ci sono regole e controlli rigidi.
<> 8. È richiesta obbedienza e dipendenza da parte
dei membri.
Sezione III - Controllo
dell'informazione
<> 9. Nel gruppo certe informazioni non
vengono deliberatamente rese pubbliche.
<> 10. Nel gruppo certe informazioni vengono
modificate per renderle meglio accettabili dai membri.
<> 11. Nel gruppo accade che si menta apertamente.
<> 12. È scoraggiata, destituita di importanza o
impedita la lettura di quotidiani, riviste, libri, o
l'ascolto di radio e televisione.
<> 13. Tutte le informazioni critiche o sfavorevoli
al gruppo vengono sistematicamente etichettate come
calunnie, attacchi causati dall'invidia o altre ragioni
che di fatto le screditano completamente.
<> 14. Il contatto tra membri ed ex-membri è
apertamente o implicitamente scoraggiato.
<> 15. Le informazioni provenienti da coloro che
hanno lasciato il gruppo vengono etichettate
negativamente in modo da privarle di credibilità.
<> 16. Non tutte le informazioni sono liberamente
accessibili a qualunque membro.
<> 17. Le informazioni che vengono divulgate
variano a seconda del livello gerarchico dei membri.
<> 18. I livelli gerarchici superiori decidono chi
ha bisogno di sapere che cosa.
<> 19. Si tende a incoraggiare strette
frequentazioni, quasi coppie fisse tra un membro
fidato e altri che si vuole controllare.
<> 20. Si riferiscono abitualmente ai gradi
superiori della leadership pensieri, sentimenti e azioni
non conformi o devianti di altri membri.
<> 21. Si tengono riunioni ristrette dove si parla
di fatti personali di altri membri non ammessi o comunque
non presenti alle riunioni stesse.
<> 22. Il gruppo produce in proprio molto materiale
informativo e di studio (riviste, libri, newletters,
videotapes, audiocassette o altro) la cui lettura è
fortemente incoraggiata.
<> 23. Allo scopo di creare un falso senso di
scientificità, e/o oggettività e/o pluralismo, il
suddetto materiale contiene frasi, citazioni,
affermazioni provenienti da fonti esterne al gruppo; ma
tali citazioni risultano prive di informazioni sul loro
contesto originale, e quindi non si è certi che il loro
senso sia stato mantenuto.
<> 24. Azioni negative o riprovevoli rivelate in
modo riservato da membro a membro vengono poi divulgate
allo scopo di abolire i confini dell'identità personale.
<> 25. Azioni negative o riprovevoli rivelate in
modo riservato da membro a membro vengono poi utilizzate
per manipolare il comportamento individuale, spesso
negando perdono o assoluzioni.
<> 26. In qualsiasi comunicazione tra membri,
specialmente se effettuate in riunioni numerose, è
consigliato o anche obbligatorio attenersi a citazioni da
scritti prodotti dal gruppo, mentre elaborazioni
personali sono scoraggiate o anche proibite.
<> 27. Voci critiche all'interno del gruppo non
sono apertamente rifiutate, ma vengono neutralizzate
secondo vari sistemi:
- - screditandone gli autori etichettandoli come
cattivi membri,
indemoniati, psichicamente instabili,
etc.
- blandendone in privato gli autori, assicurandoli che le loro idee sono in qualche modo previste nel futuro del gruppo, ma sconsigliandoli di esporle pubblicamente in quanto i membri non sono pronti.
- ammettendo la legittimità della critica ma ridirigendola abilmente non più sul gruppo ma su singoli membri che sbagliano.
- permettendone una diffusione esclusivamente orale, sempre manipolabile, e impedendone qualsiasi manifestazione scritta.
Sezione IV - Controllo del pensiero
<> 28. Vengono esercitate pressioni sia
esplicite che implicite affinché i membri apprendano
bene le dottrine del gruppo e le interiorizzino come
Verità.
<> 29. Le interpretazioni della realtà contenute
nelle dottrine stesse vengono presentate come la Realtà
stessa.
<> 30. Tali interpretazioni sono contraddistinte da
una forma di pensiero bianco/nero o tutto/niente
(alternative secche tra due poli, quali essi siano).
<> 31. Assumono particolare importanza le
distinzioni tra Bene e Male e tra Noi (membri) e Loro
(gli altri).
<> 32. Apparentemente i membri si esprimono con
frasi stereotipate; più profondamente si può osservare
che qualunque problema anche complesso viene come
compresso dentro cliché verbali che anziché
favorire la riflessione, l'analisi critica, servono
piuttosto a bloccarla e a semplificarla, col risultato,
visto dall'esterno, di rendere la comunicazione piatta,
banale e scarsamente significativa. Un esempio: un membro
esprime qualsivoglia preoccupazione e gli viene risposto
sei preda dell'attacco del demonio; e la cosa
si ferma lì.
<> 33. Si viene incoraggiati soltanto nei propri
pensieri buoni, appropriati,
corretti. Tali pensieri sono spesso
presentati come soluzioni sicure per ogni tipo di
problema.
<> 34. Si tende a minimizzare l'importanza
dell'analisi razionale e del pensiero critico, e ad
etichettare in modo negativo ogni ricorso ad esse.
<> 35. Vengono largamente utilizzate tecniche per
sospendere il pensiero (considerato negativo)
e per sospendere i propri criteri di prova di realtà a
favore di un affidamento a pensieri positivi;
tali tecniche di norma derivano da nobili e legittime
discipline o tradizioni, ma ne viene distorto l'utilizzo
sia qualitativamente che quantitativamente. Alcuni
esempi:
- - Uso esteso del cosiddetto Wishful Thinking, che
letteralmente significa: credere vera una cosa
solo perché la si desidera fortemente.
- Uso esteso della salmodia: recitazione ripetuta di formule, mantra, anche slogan.
- Tecniche di meditazione.
- Preghiera.
- Canto collettivo.
<> 36. Nessuna questione critica sul leader,
sulla dottrina, sulla politica del gruppo sembra essere
legittima.
<> 37. Tutte le persone esterne al gruppo, che
credano in qualcos'altro o in nulla, sono viste come
persone che si stanno perdendo qualcosa della
vita che i membri invece hanno. Dunque l'unico modo per
far sì che anche loro possano realizzare ciò è di
potersi unire al gruppo stesso.
<> 38. Tutti gli altri sistemi di fede o pensiero
(perfino se simili!) sono presentati come dannosi e/o
demoniaci.
<> 39. I leader possiedono o padroneggiano (meglio
di altri membri) tecnicheverbali (vedi n° 32) e/o schemi
di pensiero (vedi n°41 ed anche la sez. VI) grazie a
cui, di fronte a qualsiasi domanda, accusa o problema,
escono sempre e comunque vincitori.
Sezione V - Controllo delle emozioni
<> 40. In generale, viene manipolata e
ristretta la gamma delle emozioni che le persone possono
provare.
<> 41. Eccessiva sollecitazione del senso di colpa
secondo vari sistemi:
- - I membri sono portati a sentirsi come se,
qualsiasi problema o fallimento di verifichi, sia
sempre comunque colpa loro, mai del leader, del
gruppo, etc.
- Si applicano in modo esteso e strumentale osservazioni del tipo: non sta vivendo al massimo del suo potenziale, è a causa della tua scarsa fede che ti sei ammalato / che hai avuto un incidente / etc., la sua famiglia lo limita molto, se non avete prosperità negli affari non siete buoni membri, un buon membro non farebbe mai etc.
- Determinati sentimenti, azioni o emozioni, spesso assai comuni e non manifestamente esecrabili, sono etichettati negativamente tanto da far sorgere nei membri sensi di colpa per essi.
<> 42. Attraverso vari etichettamenti e messaggi
si crea nei membri un senso di paura:
- - di pensare in modo autonomo;
- del mondo esterno (al gruppo);
- dei nemici (del gruppo);
- di perdere la propria salvezza, illuminazione, etc.
- di non riuscire più a realizzare ciò che si desidera;
- di abbandonare il gruppo o di essere evitati o allontanati da esso;
- di essere disapprovati.
<> 43. Creazione deliberata di violenti alti e
bassi emotivi nei membri.
<> 44. Uso di confessioni rituali e spesso
pubbliche dei propri peccati o colpe.
<> 45. La dottrina del gruppo contiene forti
elementi fobici: si inducono nei membri paure irrazionali
rispetto al lasciare il gruppo, o perfino al solo mettere
in discussione la figura del leader.
<> 46. La persona soggetta a controllo mentale non
è in grado di immaginare alcun futuro realizzato o
positivo se non restando nel gruppo. Ciò è ottenuto
mediante l'induzione di paure, l'adozione di
comportamenti o vari tipi di etichettamento:
- - non è possibile alcuna felicità o
realizzazione al di fuori del gruppo;
- coloro che lasciano il gruppo vanno incontro a conseguenze estremamente negative: inferno, possesso del demonio, malattie incurabili, incidenti, suicidio, pazzia, depressione cronica, 10.000 reincarnazioni, etc.
- coloro che lasciano il gruppo vengono da quel momento evitati e viene chiusa ogni comunicazione con loro;
- non esiste assolutamente nessun motivo legittimo per abbandonare il gruppo; dal punto di vista del gruppo, chi lascia è: debole, indisciplinato, incapace di spiritualità, egoista, condizionato dalla famiglia, dal partner etc., troppo interessato al denaro, sotto stress, sedotto dal sesso, dalla fama, da .
Sezione VI - Elementi ricorrenti
nella dottrina
Premessa: data la grande varietà dei gruppi
che possono essere classificati come SeCoM, non si
possono delineare molti tratti comuni tra le loro
dottrine. Esistono però elementi ricorrenti, di solito
coinvolti nelle funzioni di controllo mentale. Li
riportiamo schematicamente in questa sezione, facendo
presente che alcuni di essi sono stati già evidenziati
nelle sezioni precedenti. Un'osservazione preliminare:
molti di questi elementi, che ad una lettura superficiale
possono apparire paradossali, ricalcano in realtà il
funzionamento dei cosiddetti meccanismi di
difesa; tali meccanismi non sono di per sé
patologici, in quanto ogni individuo li utilizza
inconsciamente per una buona gestione del proprio mondo
interiore. Ma per l'individuo, così come per le sette a
controllo mentale, l'uso dei meccanismi di difesa è
talmente massiccio da sostituirsi progressivamente alla
realtà.
- Enunciazione di conseguenze negative per chi lascia
il gruppo.
- Deresponsabilizzazione totale del gruppo e della sua
leadership da ogni problema, che è sempre causato dai
singoli membri, ossia da loro errate percezioni, azioni,
pensieri, sentimenti.
- Esiste un'Unica Via e questa è posseduta dal gruppo
e/o incarnata dalla sua dottrina. Via verso cosa?
Salvezza, Illuminazione, Successo, Autorealizzazione,
Ricchezza, Migliori Relazioni Umane, etc. etc
- Chi cammina su questa Unica Via possiede una
marcia in più rispetto a chiunque altro, dunque
portare sulla stessa via quante più persone possibile è
etichettato come atto di bontà, compassione, altruismo,
etc.
- Presenza di strutture cognitive che permettano di
razionalizzare fatti che costituiscono
apparenti contraddizioni (purtroppo invece
reali!) col principio precedente, ad esempio un membro
povero, sfortunato o disoccupato che vede un non membro
ricco, fortunato e realizzato! Tali strutture cognitive
possono far leva su vari aspetti, tra i quali citerei:
- - volgarizzazioni della legge del Karma, del
Destino, etc.
- invito alla negazione del fatto stesso etichettandolo come attacco demoniaco;
- altri elementi dottrinali che spingono comunque verso la negazione del fatto estendendone artificiosamente la portata e la prospettiva temporale, e generando senso di colpa per il proprio dubitare, come ad esempio: un buon membro non vede le cose secondo una prospettiva così limitata adesso lui è ricco e tu no, ma nel futuro lui finirà male e tu diventerai incredibilmente realizzato e/o felice e/o nel regno dei cieli, etc.
- Il sistema dottrinale è di norma complesso,
articolato, e costellato di contraddizioni. Può apparire
paradossale, ma, come osserva Margaret Singer, sono
proprio questi elementi (complessità e contraddizioni) a
rendere più efficace il sistema stesso. Personalmente
aggiungerei, a conferma di questo, che tali elementi sono
il terreno di coltura più adatto per tutti i meccanismi
di difesa che l'adepto deve mettere in atto per riuscire
a far quadrare la realtà esterna (se ne è ancora a
contatto) col sistema dottrinale stesso. Uno dei
meccanismi principali, secondo vari studi (Ash, Langone,
Singer, etc.) è la dissociazione: tra le proprie
emozioni penose e la loro origine, tra i propri
insuccessi e le loro cause, tra il proprio Sé
prima della setta (etichettato in negativo) e
il proprio Sé nella setta (etichettato
positivamente anche a dispetto di vissuti penosi). Da
queste dissociazioni deriva un crescente bisogno del
rinforzo e dell'incoraggiamento da parte del gruppo
stesso, il che crea le basi per nuove dissociazioni. Il
risultato di questo processo, secondo M. Langone, è una persona
che proclama grande felicità ma nasconde una grande
sofferenza. Egli riferisce una esperienza comune nei
dialoghi tra ex membri: ciascuno di loro scopre con
stupore che anche gli altri suoi compagni erano degli
infelici sorridenti, che tacevano questo loro
vissuto credendo di essere gli unici a sentirsi così
male là dentro
- Forte accento su sistemi di ricompensa/punizione per
rinforzare l'apprendimento e l'uniformarsi alla dottrina
stessa. Tali sistemi di ricompensa/punizione tendono
gradualmente a sostituire i precedenti sistemi di valori
dei membri.
- De-valorizzazione di ogni pensiero critico, analisi
razionale, specialmente se attuati in autonomia dal
singolo; accento posto sulla debolezza delle capacità di
giudizio del singolo, che viene sempre più incoraggiato
ad attingere a fonti di saggezza superiore
accessibili solo applicando la dottrina del gruppo.
- Deformazione della prospettiva temporale attraverso la
rappresentazione ossessiva di scadenze o
punti di svolta epocali posti in un futuro
spesso anche abbastanza vicino. Talvolta si raggiunge il
ridicolo posticipando tali date progressivamente
attraverso razionalizzazioni assai ardite (ma non agli
occhi degli adepti, evidentemente).
Un esempio: William
Miller, predicatore, aveva convinto molti adepti che
Cristo sarebbe tornato sulla terra il 22 ottobre 1844.
Naturalmente non accadde nulla, ma questi, uomo in
definitiva onesto, ammise l'errore, si scusò
pubblicamente, e non predicò più. Peccato che una sua
seguace, Ellen G. White, piuttosto che accettare la cosa
operò una ardita razionalizzazione sui motivi che
avevano spinto Cristo a non tornare quel giorno, e da lì
ebbe poi origine la Chiesa Avventista del Settimo Giorno.
Tratto da: Test di verifica sulle SeCoM

