Monotèmi
Senza permesso citiamo un amico fraterno, sappiamo che non ne avrà a male; sappiamo che ne apprezzerà l'energia.
"Sono sempre stato annoiato dalle persone monotematiche, per quanto possano essere esperte e specializzate in quello che fanno e che sanno. La loro saccenza mi attira come una buonissima cosa da mangiare, ma evidentemente le lascierò quando avrò fame di qualcos'altro. Sicuramente non mi piacciono i pacchetti preconfezionati, le mode tutt'uno che decidono la tua vita non appena fai un passo verso l'appartenenza. Non ho idea come è giusto essere o comportarsi, qual'è il limite tra la normalità e la schizzofrenia, ma so molto bene dov'è quello che mi piace e la strada per arrivarci."
"Benvengano le personalità multiple, le persone complesse e vaffanculo a tutti quelli che dicono "sono una ragazza semplice, potrei essere la tua vicina di casa, la ragazza della porta accanto" perché non è vero!
Viva le persone complesse, stimolanti, tranSettoriali, metereopatiche, polivalenti, entropiche, che si evolvono, che cambiano idea che si divertono, che piangono e ridono in una sola giornata.
Affanculo i pregiudizi, gli identitari, i gruppettari, le caste, le liste, i muretti...il razionalismo quadrato, la coerenza DISumana, il senso di colpa...
Viva gli alti e i bassi, le emozioni, gli interessi diversissimi che si incrociano in accostamenti paradossali."

Non ricorremmo mai, Anna ed io, alle macchine orgoniche. Non ci chiedemmo
mai se al momento della ricreazione, l'interno della presentificazione si
presentificasse in una nuova presenza, che fosse a sua volta ripresentificabile
non nella memoria, ma soltanto in un nuovo atto creativo.
Non ho nessun legame con il punk come genere musicale. Non l’ho mai avuto. Il punk per come lo concepivo io aveva un obiettivo politico. Quello che viene definito ‘punk’ oggi è qualcosa di assolutamente vuoto e senza palle.

1. Non avere fretta di arrivare a delle conclusioni. Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca.
1. La mia tosse era davvero forte stamattina...
In questi giorni abbiamo avuto la fortuna di trovarci coinvolti in interessanti discussioni attorno a quella oscura materia che, per semplicità, chiamiamo verità. I nostri interlocutori sono state persone estremamente colte ed intelligenti ma, a nostro avviso, accecate da quella prospettiva che fa del
La verità è una terra senza sentieri. L'uomo non può raggiungerla attraverso nessuna organizzazione, credo, dogma, clero, o rituali, né attraverso lo studio filosofico, o le tecniche psicologiche. Deve trovarla attraverso lo specchio dei rapporti, attraverso il riconoscimento dei contenuti della propria mente e l'osservazione, e non mediante l'analisi intellettuale o la dissezione introspettiva. Gli uomini hanno costruito in se stessi le immagini della propria sicurezza, religiose, politiche e personali, che si esprimono come simboli idee e credenze. Il loro peso domina il pensiero, i rapporti, la vita quotidiana dell'uomo. Sono la causa dei nostri problemi, perché in qualunque rapporto dividono le persone. La nostra percezione è modellata dai concetti già formati nella mente.


Questo testo, tratto da
I mezzi di informazione occidentali devono essersi fatti una bella risata quando, 
Per rappresentare qualche cosa in termini di qualcos'altro c'è bisogno di un sistema di corrispondenze. La trasposizione di un ordine di cose in un secondo può avvenire unicamente con l'aiuto di equivalenti, evidenti o arbitrari, chiamati simboli. Per esprimere i raccolti in termini di quantità servono simboli: i numeri. Per tradurre le idee in suoni, si impiegano ancora simboli: le parole. Per riprodurre le parole in modo grafico c'è bisogno di simboli: i caratteri. Un simbolo è l'espressione analogica, percettibile, di un oggetto o di un'idea. Il linguaggio è una forma particolare di simbolismo. La scrittura, all'origine probabilmente sempre basata su ideogrammi, è essenzialmente simbolica.
Le culture primitive vedevano i buchi come fori per la luce, ingressi, porte,
L'altro inverno ho letto un libro sulle tong cinesi - forse il primo mai scritto da qualcuno che non fosse un agente del Servizio segreto britannico! - e per la prima volta ho capito perché sono sempre stato attratto dalle tong. Non solo per il loro romanticismo e per l'elegante decoro delle cineserie decadenti, ma anche per la forma, la struttura, l'essenza vera dela cosa.