Programma massimo di eversione della moderna civiltà
Testo di Luciano Bianciardi
Non ricorremmo mai, Anna ed io, alle macchine orgoniche. Non ci chiedemmo
mai se al momento della ricreazione, l'interno della presentificazione si
presentificasse in una nuova presenza, che fosse a sua volta ripresentificabile
non nella memoria, ma soltanto in un nuovo atto creativo.
O se nell'atto sessuale ciascuno di noi si conoscesse come nascita del mondo
in sé e ritrovamento dell'altro in sé e di sé nell'altro.
Infatti oggi parlano così gli esperti. Altri numerosi tecnici del ramo vanno
dicendo che la nostra civiltà d'oggi vive all'insegna del sesso. L'insegna,
sì, il segno, l'ideogramma, il paradigma, il facsimile.
Dicono: guardate come oggi per vendere un'aranciata la si accoppia a un simbolo
sessuale, e così un'auto, un libro, un trattore persino. A un simbolo, certo,
ma non al sesso reale. Un simbolo che funziona in vista di qualche altra
cosa. Tu, dicono in sostanza, desidererai il coito per arrivare a. Mai il
tuo desiderio, dioneliberi, sia per il coito in sé. Deriva da qui l'attivismo
ateleologico della civiltà moderna, da qui deriva, aggiungiamo pure, lo scadimento
della professione meretricia.
(Continua)
Phallus

"An erect phallus is a symbol of life, a cross a symbol of death."
(art: Pompei sculpture - words: Jean-Daniel Cadinot)
Manifesto dell’Internazionale Edonista
Grazie ad un nostro nostro fratello in terra germanica, scopriamo e segnaliamo l'Internazionale Edonista.
- vuole gioia, piacere, godimento e libero arbitrio per tutti gli esseri umani!
- vuole gioia di vivere insieme, libertà, anarchia, le idee di Epicuro, una felicità colorata, sensualità, spregiudicatezza, amicizia, giustizia, tolleranza, libertà sessuale, pace, sostenibilità, il diritto all’informazione, l´arte, il cosmopolitismo, un mondo senza frontiere e senza discriminazioni dove tutte le cose belle della vita che o non esistono o sono ancora alla portata di pochi, possano essere beneficiate da tutti.
- non è un´organizzazione ma un´idea che viene formulata da ogni singolo individuo. Ognuno è responsabile delle proprie azioni. Gli edonisti e le edoniste si uniscono nelle più diverse costellazioni di alleanze per entrare in azione con o senza un motivo specifico.
- Riconosce che la strada per una vita felice è lunga e tortuosa. Non c´è un metodo preciso, ma tanti. Le idee nascono ovunque. Nessuna ideologia, nessun programma, nessuna presidentessa saggia, nessuna leader, ma piuttosto un processo di presa di coscienza a cui ognuno contribuisce con le proprie idee e azioni.
- Non sa come possono essere realizzati gli obiettivi, ma sa che qualcosa deve succedere per raggiungere la libertà e il piacere per tutti.
- è convinta che la politica e l´attivismo possano essere un bel gioco, ma dove inizia la gerarchia, finisce il gioco. E quando il gioco finisce inizia la gerarchia.
- Vede l´edonismo non come motore di un´ottusa e materialista società del divertimento, ma come possibilità di miglioramento.
- È convinta di voler vivere in un mondo in cui un elevato sviluppo tecnologico permetta all’intera umanità una vita senza costrizione al lavoro e senza sfruttamento, bensì votata alle arti e alle cose belle.
- Si basa sulla collaborazione e sulla libera associazione tra pari.
- È convinta che anche il minimo avvicinamento agli obiettivi dell’edonismo possa migliorare la posizione di partenza. Amplierà la possibilità di risolvere futuri contrasti.
- Crea aree ed eventi edonistici temporanei per mostrare concretamente le proprie idee e obiettivi.
- Spera che ai contrasti si accompagni un´autoriflessione sorridente. Solo questa eviterà di sentirsi troppo importanti.
- Si assegna i colori: rosa, nero, oro, argento, bianco.
- Vuole gioia, libertà, tutto!
Good Time
Nana, un beluga nato all'acquario pubblico del porto di Nagoya nel luglio 2007, si diverte creando bolle d'aria sott'acqua, soffiandole dal muso o succhiandole dal pelo dell'acqua.
"Uomo, non ti esaltare al di sopra degli animali: essi sono senza peccato, mentre tu, con tutta la tua grandezza, contamini la terra."
(words by: Fëdor Michajlovič Dostoevskij)
Heroes
Grazie a medicina moksha ripubblichiamo alcune massime sull'eroina, attribuite a Crowley. Il testo è tratto da Sex, Drugs & Magick, di R.A. Wilson; nostra vecchia conoscenza.
1. La mia tosse era davvero forte stamattina...
3. Non posso dormire senza.
4. Non posso stare sveglio senza.
5. Devo essere al mio meglio per fare ciò che devo fare. Se raggiungo il risultato che mi sono prefisso, non avrò più bisogno di prenderla
6. Devo mostrarmi padrone della situazione - libero di dire sì o no;. E devo essere perfettamente sicuro di dire sì, in questo momento. Il mio rifiuto di prenderla ora dimostra debolezza...
8. E' pericoloso smettere troppo velocemente...
10. E' davvero dannoso per la mente essere costantemente preoccupati per la questione della droga. E' meglio prendere una piccola dose e liberarmi dell'ossessione...
19. La maggior parte di noi si scava la fossa con i denti. L'eroina ha distrutto il mio appetito, perciò mi fa bene.
20. Mi sono messo in tutti i tipi di casini con le donne in passato. L'eroina ha distrutto il mio interesse per loro...
25. Mi sento molto, molto male e poche, poche cose mi farebbero stare così tanto, tanto bene.
26. Non possiamo smettere finchè ce l'abbiamo - la tentazione è troppo forte. Il miglior modo è consumarla tutta. Probabilmente non saremo in grado di procurarcene dell'altra, così saremo costretti a smettere.
27. ...Supponi che io soffra così tanto per smettere con la droga e poi mi prenda il cancro o qualcosa del genere, mi sentirei proprio un coglione.
Un coccodrillo che rinasce monaco
"A un soldato non dovrebbe essere concesso di studiare. Un uomo che uccide non può imparare qual è il valore della vita umana. Non può sapere che quando ammazzi una persona le togli tutto quello che è, quello che desiderava essere, i sogni e la speranza."
(photo by: Richard Fitoussi - words by: Aki Ra)
A tutti gli esseri
Per chi si stesse chiedendo che fine abbiamo fatto, basti sapere che il veicolo telematico di ventitre, in questo momento ha altro da fare che stare davanti ad un computer... Se qualcuno ha qualche ipotesi azzardi pure, intanto un indizio...
Se avessi l'eloquenza degli uomini o degli angeli, ma parlassi senza amore, sarei come un gong che rimbomba o un cimbalo che tintinna
Se avessi il dono della profezia, se capissi tutti i misteri e conoscessi tutte le cose e se avessi la fede da muovere le montagne, ma non avessi l'amore non sarei che un niente.
...a presto.
Introduzione alla meditazione buddhista
Questo testo, tratto da santacittarama, si propone di
essere uno strumento introduttivo alla pratica della Meditazione di Visione
Profonda, secondo l'insegnamento che viene dato nella tradizione del Buddhismo Theravada. Per utilizzare questa introduzione non è necessario avere
familiarità con gli insegnamenti del Buddha; tuttavia una conoscenza del genere
può essere di aiuto per rendere più chiara la comprensione che può
svilupparsi per mezzo della meditazione.
Lo scopo della Meditazione di
Visione Profonda non è dare vita a un sistema di credenze; piuttosto, esso
consiste nel fornire una guida su come vedere con chiarezza la natura della
mente. In questo modo si acquista una comprensione in prima persona di come le
cose sono, senza affidarsi a opinioni o teorie; un'esperienza diretta, che è
vitale di per sé. Inoltre, ciò fa nascere quel senso di calma profonda che
proviene dal conoscere qualcosa nel nostro intimo, al di là della dimensione
del dubbio.
(Continua)
Autoperfezionamento
(art by: Joel Peter Witkin, "Melvin Burkhart Human Oddity", 1985)
Giorni strani, fatti di crisalidi in attesa di metamorfosi.
Circospetti e soli, ci si dedica all'autoperfezionamento.
Svastika

"Coloro che imbrigliano la mente si liberano dal vincolo della morte"
(words by: Gautama Buddha, Dhammapada - art from a chinese stereo postcard)
Bodyplay: libertà e caos
Ultimamente stiamo riflettendo sulle modificazioni corporee. Lacerati, ma costantemente incuriositi, ci si perde nell'indecisione. Che il seguente testo di Bodhipat A-Ra possa essere d'ispirazione.
Le culture primitive vedevano i buchi come fori per la luce, ingressi, porte, onfali magici in cui far convergere le segrete linee energetiche della materia. Cicatrici come mappe, tracciate sulla pelle per proteggersi dalle perturbazioni degli astri e dai folli malumori del sole e per suggere, allo stesso tempo, dalla corolla domata del cosmo la squisita linfa dell’estasi primeva.
Il buco era l’atto rituale che sanciva il patto tra uomo e natura, sugello che rinnovava il contratto e invocava le forze, come baffi di corno inseriti nel naso a imitare il grande giaguaro sensibile alle correnti del vento o becchi d’osso impiantati nelle labbra a riecheggiare gli uccelli, vittime sacrificali e messaggeri di un dio diffuso e cosparso.
Oggi l’uomo non vede che il sangue e il dolore, la fuoriuscita incontrollata dei fluidi e il tremito assurdo degli organi interni e si accontenta di occhi di vetro che, incapaci di trascendere, gli riflettono solo lo spettacolo spastico della sua fragile identità standardizzata.
Invece di guardare nel buco, nel buco si richiude e la paura del buio rischia di togliergli per sempre la luce. (Continua)
Aghora e la via della mano sinistra
Ecco, fuoriprogramma, un minidossier sull'Aghora, una forma estrema del tantrismo hindu. Il testo è tratto da FuocoSacro e in fondo alla pagina originale ci sono alcuni video molto interessanti, non perdeteveli.
Nella antica città indiana di Benares arde da millenni un Fuoco Sacro inestinguibile. La lucente città di Shiva è il sempiterno teatro dell'incessante ardore delle pire funebri, perenni, molteplici, costanti, disposte a centinaia, lungo le sponde del divino Gange. Il Manikarnika Ghat (detto anche Mahasmashan) è il più grande campo di cremazione della città, ed è uno dei luoghi più sacri di tutta l'India; bruciare al Manikarnika il proprio corpo fisico, giunto ormai al termine della sua effimera esistenza, è una delle massime aspirazioni di ogni induista.
Da ogni parte dell'India e anche oltre, centinaia e centinaia di persone, anziane e malate, si recano lì ogni giorno ad attendere serenamente la propria dipartita, mentre dai treni vengono scaricati innumerevoli corpi umani, ormai già privi di vita, giunti anch'essi da molto lontano per poter avere accesso al sacro fuoco di Benares. In quel luogo dove l'aria è satura di morte, dove il denso fumo delle cremazioni compenetra ogni cosa con il suo acre odore, lì dove grossi uccelli neri si contendono voracemente brandelli umani ed ossa, in quel luogo dove uomini e donne d'ogni casta e d'ogni età divengono cenere in egual maniera, è lì che è possibile scorgere l’Aghori in meditazione accanto alla pira. (Continua)
Segreti del mestiere
"La vita umana non dura che un istante
si dovrebbe trascorrerla a fare ciò che piace.

In questo mondo fugace come un sogno, viver nell'affanno è follia.
Ma non rivelerò questo segreto del mestiere ai giovani,
visto come vanno le cose oggi nel mondo,
potrebbero fraintendermi."
(words by: Giovanni Lindo Ferretti - photo by: Claude Renault)
Sole
"Keep your eyes on the sun and you will not see the shadows"
(proverbio degli Aborigeni Australiani)
Intervallo

- Ma quanti siete? Voglio dire... noi, il gruppo.
- Che ne so. Un giorno siamo due, un altro giorno venti. E a volte ci troviamo in centomila.
(words by: Cesare Battisti)
Penitenti e autoflagellazioni, appunti brevi
Finalmente riusciamo a mettere in ordine alcuni post sulle pratiche religiose di autoflagellazione, ringraziamo per i contributi orgone, carl0z e void.
Pare che le attuali pratiche di autoflagellazione pubblica siano in parte collegate al movimento eretico del XII secolo noto come flagellanti, che ovviamente in molte zone si è innestato su tradizioni pagane precedenti (da Iside in Egitto a Lupercalia a Roma, passando per un buon numero di culti locali sostanzialmente ignoti).
Nonostante i tentativi che la chiesa ufficiale fa per metterle al bando, oggi esistono diverse tradizioni locali nel mondo cristiano che hanno a che fare con l'autoflagellazione pubblica, come ad esempio i Penitenti messicani, quello brasiliani e quelli di Cutud, Filippini, che per Pasqua si fanno crocifiggere.
(Continua)

