Monotèmi
Senza permesso citiamo un amico fraterno, sappiamo che non ne avrà a male; sappiamo che ne apprezzerà l'energia.
"Sono sempre stato annoiato dalle persone monotematiche, per quanto possano essere esperte e specializzate in quello che fanno e che sanno. La loro saccenza mi attira come una buonissima cosa da mangiare, ma evidentemente le lascierò quando avrò fame di qualcos'altro. Sicuramente non mi piacciono i pacchetti preconfezionati, le mode tutt'uno che decidono la tua vita non appena fai un passo verso l'appartenenza. Non ho idea come è giusto essere o comportarsi, qual'è il limite tra la normalità e la schizzofrenia, ma so molto bene dov'è quello che mi piace e la strada per arrivarci."
"Benvengano le personalità multiple, le persone complesse e vaffanculo a tutti quelli che dicono "sono una ragazza semplice, potrei essere la tua vicina di casa, la ragazza della porta accanto" perché non è vero!
Viva le persone complesse, stimolanti, tranSettoriali, metereopatiche, polivalenti, entropiche, che si evolvono, che cambiano idea che si divertono, che piangono e ridono in una sola giornata.
Affanculo i pregiudizi, gli identitari, i gruppettari, le caste, le liste, i muretti...il razionalismo quadrato, la coerenza DISumana, il senso di colpa...
Viva gli alti e i bassi, le emozioni, gli interessi diversissimi che si incrociano in accostamenti paradossali."

Non ricorremmo mai, Anna ed io, alle macchine orgoniche. Non ci chiedemmo
mai se al momento della ricreazione, l'interno della presentificazione si
presentificasse in una nuova presenza, che fosse a sua volta ripresentificabile
non nella memoria, ma soltanto in un nuovo atto creativo.
Non ho nessun legame con il punk come genere musicale. Non l’ho mai avuto. Il punk per come lo concepivo io aveva un obiettivo politico. Quello che viene definito ‘punk’ oggi è qualcosa di assolutamente vuoto e senza palle.

