Intervallo Vedico

"Concorde la vostra decisione, concordi i vostri cuori,
possano i vostri animi essere concordi,
che voi possiate a lungo dimorare insieme in unità e concordia!"
(ultimo mantra del Rg-veda, RV X,191,4 - photo by: Claude Renault)

L'argomento è vastissimo e, senza pretese di totalità, decidiamo di affrontare la questione con un testo di René Guénon, non certo facile ma sicuramente affascinante. Il linguaggio utilizzato è molto alto; il signor René, infatti, è famoso per la sua capacità di farcire poche righe di testo con innumerevoli strati di significato, leggibili a livelli differenti. Questo può risultare antipatico e far sembrare l'autore particolarmente saccente e pretenzioso (cosa molto probabilmente vera), ma se si vede la cosa da un punto di vista caotico risulta un'opportinutà irrinunciabile per la comprensione di alcuni simboli.
Ecco il testo:
La tradizione estremo-orientale, nella sua parte propriamente cosmologica, attribuisce una capitale importanza ai due pricipi, o se si preferisce, alle due "categorie" da essa designate con i nomi di yang e di yin: tutto ciò che è attivo, positivo o maschile è yang, tutto ciò che passivo, negativo o femminile è yin. Queste due categorie si ricollegano simbolicamente alla luce e all'ombra: in tutte le cose, il lato luminoso è yang e il lato oscuro è yin; ma, dato che l'uno è inseparabile dall'altro, essi appaiono più come complementari che come oppopsti (non si dovrebbe perciò interpretare questa distinzione tra la luce e l'ombra in termini di "bene" e di "male" come avviene in altre tradizioni).
(Continua)
Dopo qualche giorno di riposo, consacrato all'edonismo, alla fratellanza e all'amore, ritorniamo a popolare queste pagine; stavolta dedicando il post alla libertà d'espressione, contro quell'odioso meccanismo, sociale o legislativo, che è il reato d'opinione. Non siamo così ingenui, o ipocriti, da credere, che le idee siano innocue, ma siamo certi che non ci sia simbolo, per odioso che sia, che gli atti del vivente non abbiamo il potere di neutralizzare.
Per far questo prendiamo in prestito le parole di un altro grande del secolo: Raul Vaneigem. A lui la parola:
La libertà d'espressione è un valore umano nella sua stessa libertà di dire di disumano. Le opinioni razziste, xenofobe, sessiste, sadiche, astiose, sprezzanti hanno lo stesso diritto di esprimersi dei nazionalismi, delle credenze religiose, delle ideologie settarie dei clan corporativisti che le incoraggiano apertamente o subdolamente secondo le fluttuazioni dell'ignominia demagogica. Le leggi che le reprimono, quale, in Francia, la legge Gaussot del 1992, attaccano il "puerile rovescio delle cose" senza nemmeno sfiorare le cause. Esorcizzando il male anziché prevenirlo e guarirlo. Sostituiscono la sanzione all'istruzione. Quelle che devono essere condannate non sono le idee, ma le vie di fatto. Oggetto d'incriminazione non devono essere i discorsi ignominiosi del populismo - altrimenti bisognerebbe denunciare anche la loro subdola infiltrazione e la loro presenza camuffata nelle dischiarazioni demagogiche della politica clientelare e benpensante -, ma le violenze contro beni e persone, perpetrate dai fautori della barbarie.
(Continua)
Stavolta è la lettura dello splendido American Gods di Neil Gaiman, che ci dà l'occasione di ampliare il post sui Miti sull'origine della morte.
A parlare è un nativo americano, molto speciale, che ricorda un vecchio mito:
"...prima c'era la Volpe, e il Lupo era suo fratello. La Volpe disse: gli uomini vivranno qui per sempre. Se moriranno non resteranno morti a lungo. Il Lupo disse: no, la gente morirà, deve morire, tutte le cose che sono vive devono morire, altrimenti si diffonderanno e invaderanno la terra, mangeranno tutti i salmoni e i caribù e i bufali, mangeranno tutte le zucche e tutto il granturco. Allora un giorno il Lupo morì, e disse alla volpe: "Svelta, riportami in vita". E la Volpe rispose: "No, i morti devono rimanere morti, mi hai convinto". E piangeva, mentre lo diceva. Ma l'aveva detto, era deciso. Adesso il Lupo regna sul mondo dei morti e la Volpe vive per sempre sotto il sole e la luna, e ancora piange suo fratello."
Cogliamo l'occasione offertaci da un commento di orgone per raccontarvi una storia:
In Italia esistono ancora antichi riti religiosi, strettamente legati alla corporeità, che affondano le loro radici in tradizioni mistiche ancestrali. In particolare durante il Sabato Santo a Nocera Terinese in provincia di Catanzaro si volge l'antico rito dei "Vattienti" (traducibile grossolanamente come "battenti", "flagellanti").
La popolazione di Nocera prova una grandissima devozione per un gruppo ligneo rappresentante l'Addolorata, cioè la Madonna piangente accanto a Cristo Morto; la tradizione vuole che questa statua sia stata scolpita in un tronco di pero selvatico da un pastore, il quale perse poi la vista immediatamente affinchè non potesse riprodurre un simile capolavoro.
Nella giornata che precede la Pasqua la statua dell'Addolorata viene portata in processione da portantini attraverso il paese, seguita da un gran corteo di fedeli ed accompagnata da musiche e canti che evocano un'atmosfera fortemente suggestiva; contemporaneamente si svolge il rito dei "Vattienti" che offre una sua complessa tematica e che si compie quindi, al raggiungimento da parte dei Vattienti della statua della Pietà portata in processione.
(Continua)
"Di tutte le stramaledette Cose, quella completamente e più incessantemente Dannata, bandita, esclusa, condanntata, proibita, ostracizzata, ignorata, sopressa, repressa, depredata, violentata e diffamata, è l'essere umano individuale. Ingegneri sociali, statistici, psicologi, sociologi, ricercatori di mercato, proprietari immobiliari, burocrati, capitani d'industria, banchieri, direttori, commissari, re e presidenti, forzano costantemente questa Cosa Maledetta in schemi studiati attentamente, e costantemente si irritano per la resistenza, da parte della Cosa Maledetta, a lasciarsi inserire al posto assegnatole. I teologi la chimano peccatrice e cercano di redimerla. Il direttore la chiama criminale e cerca di punirla. Lo psicoterapeuta la chiama nevrotica e cerca di curarla. Sempre e comunque la Cosa Maledetta non vuole stare dove loro hanno deciso che stia."
(words from: "Mai fischiare mentre pisci", di Hagbard Celine)
Il carattere esperenziale della maggioranza delle mitologie, teologie e gnosi è basato sull'equivalenza luce-divinità-spirito-vita. In Rig Veda, Prajāpati, il Creatore è presentato come Hiraṇyagarbha, "l'embrione dorato", vale a dire il seme solare.
I Brāmaṇa considerano esplicitamente il semen virile un'epifania solare. Nella Brihadāranyaka Upaniṣad il semen virile è veicolo dell'Immortale. La Chāndogya Upaniṣad connette il "seme primevo" con la "luce suprema", il sole. La concezione del sole come progenitore è estremamente diffusa. In molti miti e racconti folklorici americani, la nozione di verginità è espressa con vocaboli che significano "non toccato dal sole".
Nell'antico Egitto la vita fluisce come luce dal sole e come seme dal fallo di un dio creatore. I miti tibetani fanno derivare l'origine dell'universo e dell'uomo da una luce bianca o da un'essenza primordiale. Secondo una tradizione parallela, in origine gli uomini erano soffusi della loro propria luce interiore ed asessuati: gli organi sessuali comparvero quando si risvegliò l'istinto sessuale; mentre nell'uomo si spegneva la luce, nel firmamento apparvero il sole e la luna.
(text by: amprodias - art by: Takashi Murakami)
Il testo che segue è tratto da un saggio di Mircea Eliade:
Di orge rituali ci sono testimonianze in moltissime popolazioni anche molto diverse fra loro. I loro scopi sono vari: generalmente, però, con le orge si cerca di sventare crisi cosmiche o sociali - siccità, epidemie, fenomeni meteorologici insoliti (come l'aurora australe) - oppure si vuol conferire un supporto magico-religioso (scatenando e accrescendo la potenza sessuale) a eventi propizi (matrimoni, nascite). Sia di fronte a una crisi minacciosa che a un evento felice, grazie a rapporti sessuali indiscriminati ed eccessivi la collettività si immerge nell'epoca favolosa delle origini. (Continua)
La pubblicazione, rivolta alla middle-class, è del 1997, prodotta dallo Yoga Institute di Santa Cruz, Mumbai, molto pop nel mood e nello stile editoriale, tipico dei fumetti indiani dell'epoca.
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