ventitre

Ciò che accadde ai tre

religione, spirito, maya, testi — Inviato da george @ 26-06-2009 - 19:19

Cercando ispirazione dalla mistica islamica pubblichiamo il riassunto di un celebre insegnamento attribuito al maestro sufi Murad Shami, capo dei Muradi, morto nel 1719.

C'erano una volta tre dervisci, che si chiamavano Yak, Do e Se, e venivano rispettivamente dal Nord, dall'Ovest e dal Sud. Avevano una cosa in comune: erano tutti e tre in cerca della Verità Profonda e cercavano una Via.
Il primo, Yak-Baba, si sedeva in contemplazione finché gli veniva il mal di testa. Il secondo, Do-Agha, si teneva per ore sulla testa finché i piedi gli cominciavano a dolere. Quanto al terzo, Se-Qalandar, leggeva libri finché il naso non gli sanguinava.
Alla fine decisero di unire i loro sforzi: si ritirarono in un luogo appartato e cominciarono a eseguire i loro esercizi all'unisono, sperando di concentrare una quantità di sforzo sufficiente a provocare l'apparizione della Verità, che chiamavano la Verità Profonda.
Perseverarono così per quaranta giorni e quaranta notti. Infine, in un vortice di fumo bianco, come se sorgesse dal suolo, apparve la testa di un vegliardo. "Sei Khidr, la misteriosa guida degli uomini?", chiese il primo. "No, si tratta del Qutub, il Polo dell'Universo", disse il secondo. "Sono convinto che è uno degli Abdal. i 'trasformati'", sostenne il terzo.
"Non sono nessuno di loro", ruggì l'apparizione, "ma sono ciò che voi credete che io sia. Ora, non desiderate tutti e tre la stessa cosa, ciò che chiamate la Verità Profonda?".
"Si, maestro", risposero in coro.
"Non avete mai sentito il detto: 'Esistono tante vie quanti cuori umani?'", chiese il vegliardo. "Comunque, ecco quali sono le vostre vie: il primo derviscio viaggerà nel paese degli idioti; il secondo derviscio dovrà scoprire lo Specchio Magico; il terzo derviscio chiederà aiuto al Ginn del Vortice". Detto ciò, l'apparizione svanì.
 (Continua)

Esaltazione dello slancio

corpo, spirito, arte — Inviato da george @ 23-06-2009 - 23:23

"energia in equilibrio, l'esaltazione dello slancio, l'immagine visibile del vento"
(words by: Cesare Angelini - photo by: Ryan McGinley)

Illusioni artificiali

arte, maya, testi — Inviato da george @ 21-06-2009 - 22:22

"La verità non esiste e la vita come la immaginiamo di solito è una rete arbitraria e artificiale di illusioni da cui ci lasciamo circondare. Sappiamo che esse sono il semplice risultato di accidenti o punti di vista, ma non abbiamo nulla da guadagnare ad abbatterle. E infatti, è straordinariamente insensato voler abbattere con un forcone da stalla un miraggio che non è mai esistito. Penso che all'uomo assennato convenga scegliere le fantasie che più gli aggradano e crogiolarvisi innocentemente, conscio del fatto che, siccome la realtà non esiste, non c'è niente da guadagnare e molto da perdere nel buttarle via. Ancora, non esistono fantasie preferibili ad altre, perché la misura del loro valore dipende dal rispettivo grado di adattamento alla mente che le contiene."
(words by: Howard Phillips Lovecraft - art by: andreco)

HackIt

corpo, testi — Inviato da george @ 17-06-2009 - 10:10

“Io sono un principe libero ed ho altrettanta autorità di fare guerra al mondo intero quanto colui che ha cento navi in mare"
(words by: Samuel Bellamy - art inspired by: Leiji Matsumoto)

Crux

spirito, arte, testi — Inviato da george @ 04-05-2009 - 22:22

"ammiro gli inutili segni di croce di chi aspetta la guerra per morire in pace."
(words by: Giorgio Canali - art by: René Peña)

Il culto del guerriero

corpo, arte, testi — Inviato da george @ 01-05-2009 - 13:13

"La vita umana è strutturata in modo tale che soltanto guardando in faccia la morte possiamo comprendere la nostra autentica forza e il grado del nostro attaccamento alla vita."

"Una vita a cui basti trovarsi faccia a faccia con la morte per esserne sfregiata e spezzata, forse non è altro che un fragile vetro."
(words by: Mishima Yukio - art by: Kenya Shimizu)

Liberdade

religione, corpo, spirito — Inviato da george @ 29-04-2009 - 11:11

Dona Isabel que história é essa
De ter feito a abolição
De ser princesa boazinha
Que libertou a escravidão
To cansado de conversa
To cansado de ilusão
Abolição se fez com sangue
Que inundava esse país
Que o negro transformou em luta
Cansado de ser infeliz
Abolição se fez bem antes
E ainda há por se fazer agora
Com a verdade da favela
Não com a mentira da escola
Dona Isabel chegou a hora
De se acabar com essa maldade
De se ensinar aos nossos filhos
O quanto custa a liberdade
Viva Zumbi nosso rei negro
Que fez-se herói lá em Palmares
Viva a cultura desse povo
A liberdade verdadeira
Que já corria nos quilombos
E já jogava capoeira
Iê viva Zumbi

(words by: Mestre Toni Vargas)
 (Continua)

Intervallo

arte — Inviato da george @ 28-04-2009 - 10:10

(art by: Boris Shapiro)

J.G. Ballard 1930-2009 R.I.P.

corpo, blasphemy, testi, myth — Inviato da george @ 20-04-2009 - 09:09

Ieri è morto uno dei più acuti visionari osservatori della cultura contemporanea. Seppur apparentemente tristi queste sono le regole del gioco, e sappiamo di certo che la sua eredità non andrà perduta.


"In a totally sane society, madness is the only freedom."

Credo nel potere che ha l’immaginazione di plasmare il mondo, di liberare la verità dentro di noi, di cacciare la notte, di trascendere la morte, di incantare le autostrade, di propiziarci gli uccelli, di assicurarsi la fiducia dei folli.

Credo nelle mie ossessioni, nella bellezza degli scontri d’auto, nella pace delle foreste sommerse, negli orgasmi delle spiagge deserte, nell’eleganza dei cimiteri di automobili, nel mistero dei parcheggi multipiano, nella poesia degli hotel abbandonati.

Credo nelle rampe in disuso di Wake Island, che puntano verso il Pacifico della nostra immaginazione. (Continua)

Matador

corpo, arte, testi — Inviato da george @ 11-04-2009 - 23:23

"Ogni specie di moralismo è negazione della vita"
(words by: Wilhel Reich - art by: Ruven Afanador)

Semana santa

religione, corpo — Inviato da george @ 10-04-2009 - 15:15

Pubblichiamo una raccolta di immagini delle celebrazioni per la settimana santa provenienti da tutto il mondo.

Butoh

corpo, spirito, arte — Inviato da george @ 01-04-2009 - 09:09

Il primo spettacolo butoh fu presentato ad un festival di danza giapponese da Tatsumi Hijikata nel 1959 col nome di Kinjiki, Colori Proibiti. Lo spettacolo, basato sull'omonima novella di Yukio Mishima, aveva per argomento l'omosessualità. L'immagine finale di Yoshito Ono, figlio di Kazuo Ohno, con un pollo vivo tra le gambe fu talmente oltraggiosa per la platea che lo spettacolo venne censurato spegnendo le luci sul palcoscenico, e Tatsumi Hijikata bandito dal festival ed etichettato come iconoclasta.

Hijikata continuò, nei suoi lavori successivi, a sovvertire le nozioni fondamentali della danza, ispirato anche da scrittori come Yukio Mishima, Lautréamont, Antonin Artaud, Jean Genet e de Sade. Le sue ricerche esplorarono i campi del grottesco, dell'oscurità, della decadenza. Hijikata è stato il primo a sviluppare una linguaggio coreografico del butoh, il butoh-fu ("fu" in giapponese significa parola), seppur poetico e surreale, che permettesse al danzatore di trasformarsi in animali o oggetti. Questa trasformazione coinvolge l'individuo prima sul piano psicologico e poi su quello fisico e si contrappone alla semplice imitazione dell'oggetto. Hijikata ha curato molte coreografie per Kazuo Ohno, il quale è considerato come uno dei più grandi danzatori di tutti i tempi e ha ricevuto riconoscimenti in tutto il mondo. La sua notevole longevità artistica gli ha permesso di presentare al mondo il suo capolavoro Admiring la Argentina all'età di 70 anni nel novembre del 1977. Ha continuato a danzare fino a 95 anni.
(via: wikipedia.org)


Intentions

corpo, arte, testi — Inviato da george @ 30-03-2009 - 08:08

"We intend to destroy all dogmatic verbal systems"
(words by: William Burroughs - art by: Rober Mapplethorpe)

Holi: il festival dei colori

religione, corpo, spirito, myth — Inviato da george @ 22-03-2009 - 14:14

L'undici marzo in India e in altre nazioni Hindu, si è celebrato Holi, il festival dei colori.

Si tratta di uno dei più grandi e antichi festival di tutta l'India. E' la festa di privamera, della fine dell'inverno, il ritorno della vita. L'origine risiede in due miti, il primo di questi è la classica lotta fra Bene e Male. Holika, sorella del re demone Hiranyakashyapa, è inviata a uccidere il nipote Prahlada che preferisce adorare il dio Vishnu. Ma sarà Holika, cercando di condurre Prahlada in una fornace, a finire incenerita. I fuochi accesi alla vigilia di Holi rappresentano proprio la punizione inflitta alla demonessa. In un altro mito, il giovane Khrisna, geloso dell’amata Radha per la bellezza della sua pelle, un giorno le dipinse tutta la faccia. È per questo che in occasione di questa festività gli innamorati colorano la faccia dei propri amati proprio per sancire il loro sentimento.


Il rifugio

arte, maya, testi — Inviato da george @ 14-03-2009 - 14:14

"La natura si è mostrata generosa creando per i deboli e gli impazienti il rifugio della follia che li protegge dall'atmosfera soffocante di questo mondo plasmato da secoli di culto del denaro e degli dèi."
(words by: René Magritte - art by: Lothar Wolleh)

Noncompleanno

arte — Inviato da george @ 01-03-2009 - 23:23

Due anni fa cominciava l'avventura comunicativa di un manipolo di coscienze skizoidi, i cui pensieri continuano a coagularsi sporadicamente attorno a questo numero magico.

Ma, anche questa, è solo una scusa per porgere i nostri ringraziamenti a tutti voi, all'amore e alla libertà.

(art by: andreco)

Opéra

arte — Inviato da george @ 11-02-2009 - 11:11

(art by: Liu Zheng)

Ferite

maya, testi — Inviato da george @ 01-01-2009 - 10:10

"Le giornate del bambino sfuggono al tempo degli adulti, sono del tempo gonfiato dalla soggettività, dalla passione, dal sogno abitato di reale. Fuori, gli educatori vigilano, attendono orologio alla mano, che il bambino entri nella danza delle ore. Essi HANNO il tempo. E il bambino sente dapprima come un'intrusione estranea l'impostazione da parte degli adulti del tempo loro proprio; poi finisce per soccombervi, acconsente ad invecchiare. Ignorando tutto dei metodi di condizionamento, si lascia prendere in trappola, come un giovane animale. Quando, detentore delle armi della critica, vorrà puntarle contro il tempo, gli anni l'avranno trascinato lontano dal bersaglio. Porterà l'infanzia nel cuore come una ferita sempre aperta."
(word by: John Zerzan, from: Ammazzare il Tempo)

Gli oggetti non sanguinano

corpo, arte, maya, testi — Inviato da george @ 28-12-2008 - 13:13

"Coloro che pesano del peso morto delle cose moriranno come delle cose."
(words by: Raul Vaneigem - art by: Andres Serrano)

Pornopropaganda

corpo, spirito, arte, blasphemy, testi — Inviato da george @ 27-12-2008 - 00:00

Pubblichiamo da T.A.Z. di Hakim Bey, un interessante testo su poesia, pornografia e rivoluzione. Prendete e godetene tutti.

In Persia vidi che la poesia è fatta per essere messa in musica e cantata o recitata - per un solo motivo - perché funziona. Una giusta combinazione di immagine e melodia sprofonda il pubblico in un hal (qualcosa a metà uno stato d'animo emozionale/estetico e una trance di iperconsapevolezza), scoppi di pianto, attacchi di ballo - misurabile risposta fisica all'arte. Per noi, il legame tra corpo e poesia morì con l'era dei bardi - leggiamo sotto l'effetto di un gas anestetico cartesiano.

Nell'India del Nord anche la recitazione non musicale provoca rumore e movimento, ogni buon verso applaudito "Wa! wa!" con eleganti gesti delle mani, lancio di rupie - mentre invece noi ascoltiamo la poesia come un cervello da Fantascienza in una vasca - al massimo un amaro sorrisetto o una smorfia, vestigia di una scimmiesca apertura della bocca - il resto del corpo su qualche altro pianeta.

Nell'Est, a volte, i poeti venivano buttati in prigione - una sorta di complimento, visto che suggerisce che l'autore abbia commesso qualcosa di almeno reale quanto un furto, una violenza carnale o una rivoluzione. Qui ai poeti viene permesso di pubblicare ogni cosa - una sorta di punizione, in effetti, prigione senza mura, senza echi, senza una palpabile esistenza - reame ombra della stampa o del pensiero astratto - mondo senza rischio o eros.  (Continua)

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